SUPPORTO - Informazioni tecniche - Prestazioni e affidabilità dei cavi coassiali nelle reti di comunicazione

Prestazioni e qualità dei cavi coassiali: i parametri che contano

Le guide precedenti di questa serie hanno affrontato i fondamenti dei cavi coassiali: dalla struttura e funzionamento all'impedenza caratteristica, dall'attenuazione e riflessione ai connettori, fino all'installazione e alla scelta del cavo giusto.

Questa guida fa un passo in più: insegna a valutare concretamente le prestazioni di un cavo coassiale leggendo la sua scheda tecnica. Quali parametri guardare per primi? Cosa distingue un cavo di qualità da un prodotto mediocre? Come incidono la costruzione, la guaina e l'installazione sulle prestazioni reali dell'impianto?

Risponderemo a queste domande con dati reali tratti dalle schede tecniche dei cavi coassiali F.M.C. — perché i numeri, quando sono certificati e verificabili, valgono più di qualsiasi descrizione generica.

 
Prestazioni e affidabilità dei cavi coassiali nelle reti di comunicazione

I parametri chiave di una scheda tecnica

Ogni cavo coassiale è accompagnato da una scheda tecnica che ne dichiara le caratteristiche costruttive, elettriche e meccaniche. Per un installatore o un progettista, saper leggere questi dati è la competenza che fa la differenza tra un impianto che funziona e uno che dà problemi. Vediamo i parametri più importanti.

Attenuazione (dB/100 m)

L'attenuazione è la riduzione dell'intensità del segnale lungo il cavo, espressa in decibel per 100 metri (dB/100 m) a una data frequenza. È il primo parametro da guardare in una scheda tecnica, perché determina la distanza massima raggiungibile mantenendo un segnale utilizzabile.

Due aspetti fondamentali da tenere sempre presenti. Il primo: l'attenuazione aumenta con la frequenza. Un cavo che a 10 MHz perde poco segnale, a 2.150 MHz ne perde molto di più. Per questo le schede tecniche F.M.C. riportano i valori di attenuazione a 12 frequenze diverse, da 10 a 3.000 MHz. Prendiamo come esempio l'H399A AL PVC: a 10 MHz l'attenuazione è di appena 1,9 dB/100 m, ma a 860 MHz sale a 16,5 dB e a 2.150 MHz raggiunge 26,8 dB. Questo significa che la frequenza del segnale da distribuire è un elemento decisivo nella scelta del cavo.

Il secondo aspetto: a parità di classe di schermatura, un cavo con conduttore e dielettrico di diametro maggiore ha un'attenuazione inferiore. Confrontiamo tre cavi F.M.C., tutti in classe di schermatura A, all'attenuazione a 860 MHz:

Cavo Ø conduttore Ø dielettrico Ø esterno Att. a 860 MHz
H355A AL PVC 0,82 mm 3,50 mm 5,0 mm 23,6 dB/100 m
H399A AL PVC 1,15 mm 4,80 mm 6,6 mm 16,5 dB/100 m
COAX 11A AL FR-PE 1,63 mm 7,10 mm 9,8 mm 12,2 dB/100 m

La differenza è evidente: passando da 5,0 a 9,8 mm di diametro esterno, l'attenuazione a 860 MHz quasi si dimezza. Ecco perché, per le dorsali e i collegamenti lunghi, si preferiscono cavi di diametro maggiore, riservando quelli più sottili e flessibili alle calate di utente.

Efficienza di schermatura (classe EN 50117)

La classe di schermatura indica la capacità del cavo di impedire sia l'irradiazione dei segnali in transito verso l'esterno, sia l'ingresso di interferenze esterne. La norma EN 50117 definisce cinque classi — A++, A+, A, B e C — con requisiti minimi di efficienza di schermatura espressi in dB, misurati per diverse bande di frequenza:

Classe 5-30 MHz 30-1.000 MHz 1.000-2.000 MHz 2.000-3.000 MHz
A++ ≤ 0,9 MΩ/m ≥ 105 dB ≥ 95 dB ≥ 85 dB
A+ ≤ 2,5 MΩ/m ≥ 95 dB ≥ 85 dB ≥ 75 dB
A ≤ 5 MΩ/m ≥ 85 dB ≥ 75 dB ≥ 65 dB
B ≤ 15 MΩ/m ≥ 75 dB ≥ 65 dB ≥ 55 dB
C ≤ 30 MΩ/m ≥ 75 dB ≥ 65 dB ≥ 55 dB

Fonte: norma EN 50117 — tabella pubblicata su microteksrl.it

Un punto importante: la classe di schermatura non coincide con l'attenuazione. L'attenuazione dipende principalmente dalla geometria del conduttore e del dielettrico; la schermatura dipende dalla costruzione del conduttore esterno (nastro e treccia). Un esempio concreto dal catalogo F.M.C.: l'H355A AL PVC (classe A, Ø 5,0 mm) e l'H321 AL PVC (classe B, Ø 5,0 mm) hanno un'attenuazione pressoché identica a 860 MHz — rispettivamente 23,6 e 23,6 dB/100 m — perché condividono le stesse dimensioni del dielettrico (3,50 mm). Ciò che cambia è la protezione elettromagnetica: l'H355A ha una treccia in TCCA con copertura ≥ 78%, mentre l'H321 ha una treccia in rame stagnato con copertura ≥ 40%. Stesse dimensioni, stessa attenuazione, ma efficienza di schermatura molto diversa.

Per gli impianti CATV-SMATV in ambienti con elevata densità di segnali RF, la classe A è il minimo consigliabile. Le classi A+ e A++ sono indicate per installazioni professionali dove la protezione dalle interferenze è prioritaria, come nel caso dei sistemi di videosorveglianza digitale HD-SDI.

Perdite di ritorno — SRL (Structural Return Loss)

L'SRL misura la quota di segnale che viene riflessa indietro lungo il cavo a causa di variazioni strutturali dell'impedenza. Un valore di SRL elevato indica un cavo con impedenza uniforme e quindi minori riflessioni, il che si traduce in una migliore qualità del segnale trasmesso.

Dal catalogo Micro Tek 2025, i valori di SRL nella banda 2.000-3.000 MHz per alcuni modelli F.M.C.:

Cavo SRL (2.000-3.000 MHz)
H355A > 22 dB
H399A > 24 dB
COAX 11A > 24 dB

Valori di SRL superiori a 20 dB nella banda 2-3 GHz indicano un'ottima uniformità costruttiva del cavo, un parametro che nella scheda tecnica non sempre viene dichiarato ma che è significativo per la qualità della trasmissione, soprattutto alle alte frequenze.

Impedenza e velocità di propagazione

L'impedenza caratteristica dei cavi coassiali per impianti TV-SAT è di 75 ± 3 Ω, un valore standardizzato che deve corrispondere a quello dell'intera catena di distribuzione. Un approfondimento dedicato è disponibile nella Guida 3 di questa serie.

La velocità di propagazione, espressa in percentuale rispetto alla velocità della luce, indica quanto velocemente il segnale si propaga lungo il cavo. Nei cavi F.M.C. con dielettrico in polietilene espanso a gas, i valori tipici sono compresi fra 82% e 85% — un range che conferma la qualità e la costanza del dielettrico Gas Injected impiegato nella produzione.

Qualità costruttiva: cosa fa la differenza

I parametri della scheda tecnica sono il risultato diretto delle scelte costruttive operate dal produttore. Comprendere il legame fra costruzione e prestazioni è essenziale per valutare consapevolmente un cavo coassiale, al di là delle dichiarazioni commerciali.

Il dielettrico: Gas Injected vs espansione chimica

Il dielettrico è l'elemento che più influisce sulle prestazioni elettriche del cavo. Nei cavi F.M.C., l'espansione del dielettrico avviene mediante iniezione di gas azoto (tecnologia Gas Injected), anziché con additivi chimici. La differenza non è solo di metodo produttivo: l'espansione a gas produce un dielettrico più omogeneo, con minori variazioni di densità, il che si traduce in una maggiore stabilità dell'impedenza lungo tutto il cavo e in migliori valori di SRL.

La tecnologia viene ulteriormente ottimizzata con il processo Skin-Foam-Skin: una pellicola di polietilene viene interposta fra il conduttore centrale e il dielettrico espanso. Questa combinazione, oltre a migliorare le caratteristiche elettriche, garantisce una superiore resistenza alla compressione e una durata nel tempo dichiarata con un ELT (Expected Life Time) ≥ 15 anni.

Il conduttore: rame 99,99%

Il conduttore centrale dei cavi F.M.C. è realizzato in rame rosso con purezza non inferiore al 99,99%. Questo livello di purezza non è un dettaglio: la conducibilità elettrica del rame dipende direttamente dalla sua purezza, e l'uso di rame riciclato o di lega CCA (Copper Clad Aluminium) — sebbene riduca i costi di produzione — comporta una resistenza DC più elevata, che incide negativamente sulle prestazioni in frequenza e sulla possibilità di tele-alimentare dispositivi remoti lungo il cavo.

La schermatura: nastro triplo e treccia

La struttura del conduttore esterno determina la classe di schermatura. Nei cavi F.M.C. di classe A++, il conduttore esterno è composto da tre strati: nastro Al/Pet/Al incollato + treccia in TCCA + secondo nastro Al/Pet/Al. Nelle classi inferiori, la copertura della treccia diminuisce e il terzo strato di schermatura può essere assente.

Un confronto significativo: l'H399A AL PVC e l'H650A++ AL PVC hanno lo stesso diametro esterno di 6,60 mm, ma una costruzione interna molto diversa. L'H399A privilegia un conduttore più grande (1,15 mm) e un dielettrico di diametro superiore (4,80 mm), ottenendo un'attenuazione inferiore: 16,5 dB/100 m a 860 MHz contro i 18,9 dB dell'H650A++. L'H650A++, con un conduttore da 1,0 mm e un dielettrico da 4,40 mm, utilizza lo spazio "risparmiato" per integrare il triplo schermo necessario alla classe A++. È un esempio concreto di come, a parità di ingombro, le scelte progettuali determinino un diverso equilibrio fra attenuazione ed efficienza di schermatura.

Come avverte la pagina tecnica F.M.C., non è raro trovare sul mercato cavi economici realizzati con copertura di treccia molto bassa e nastro doppio (Al/Pet) anziché triplo (Al/Pet/Al), dichiarati per una classe di schermatura superiore a quella reale. L'efficienza di schermatura è regolata da leggi fisiche non negoziabili: senza una quantità adeguata di metallo nel conduttore esterno, non si possono ottenere i valori richiesti dalla norma EN 50117.

Guaina e posa: come l'ambiente influenza la scelta

La scelta del tipo di guaina non è un aspetto secondario: determina dove e come il cavo può essere posato, e in alcuni casi è vincolata da obblighi normativi precisi.

Tre tipologie per tre ambienti

I cavi coassiali F.M.C. sono disponibili con tre tipologie di guaina esterna:

PVC (UV resistant): guaina ad alta scorribilità per la posa in interno e in esterno, a condizione che il cavo sia protetto. È la guaina standard per gli impianti indoor, disponibile in cinque colorazioni diverse per facilitare l'identificazione dei cavi nell'impianto.

FR-PE (UV resistant): guaina in polietilene ritardante la fiamma, adatta alla posa in interno, esterno e interrata (in cavidotto, non in presenza di acqua stagnante). Questo materiale permette di utilizzare il cavo anche all'interno di locali chiusi senza dover mettere in atto particolari accorgimenti installativi.

LSZH (Low Smoke Zero Halogen): guaina ritardante la fiamma a bassa emissione di fumi opachi e gas tossici, destinata ad ambienti soggetti a requisiti di sicurezza antincendio.

Classe CPR e D.M. 139/2015

La classificazione di reazione al fuoco secondo il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR 305/2011) è obbligatoria per tutti i cavi installati in modo permanente negli edifici. I cavi F.M.C. coprono un range dalla classe CPR Eca (la più diffusa per le installazioni standard) fino alla classe CPR B2ca,s1a,d1,a1.

Un aspetto normativo cruciale: come indicato sul catalogo Micro Tek, la sola guaina LSZH non è sufficiente a soddisfare i requisiti di sicurezza per gli ambienti ad alto rischio in caso di incendio. Per questi ambienti, il D.M. 139/2015 richiede che la classe CPR del cavo sia almeno la Cca,s1b,d1,a1. È un errore comune affidarsi al tipo di guaina come indicatore della classe CPR: solo la certificazione riportata nella Dichiarazione di Prestazione (DoP) e stampigliata sulla guaina del cavo è il riferimento vincolante.

Classe di isolamento C-4

Tutti i cavi coassiali F.M.C. riportano nella stampigliatura la sigla C-4 (Uo=400V) CEI UNEL 36762. Questa indicazione certifica che il cavo è idoneo alla coesistenza con cavi energia con tensione nominale fino a 400V nella stessa canalizzazione, un requisito fondamentale per le installazioni in ambienti residenziali e condominiali dove le canalizzazioni sono spesso condivise.

Raggio minimo di curvatura

Ogni scheda tecnica F.M.C. dichiara un raggio minimo di curvatura pari a 8 volte il diametro esterno del cavo. Un parametro apparentemente banale, ma con conseguenze pratiche rilevanti: per un cavo da 5,0 mm il raggio minimo è di 40 mm, per un cavo da 6,6 mm sale a circa 53 mm, e per un COAX 11A armato (Ø 12,8 mm) arriva a oltre 100 mm. Scendere sotto questi valori deforma il dielettrico, altera l'impedenza locale del cavo e genera riflessioni che degradano il segnale — un danno spesso invisibile ma misurabile con la strumentazione adeguata.

Installazione e connettorizzazione: l'ultimo miglio delle prestazioni

Un cavo con specifiche eccellenti, collegato con un connettore mediocre o installato senza rispettare le prescrizioni del produttore, non potrà mai esprimere le prestazioni dichiarate nella scheda tecnica. L'installazione è l'anello finale della catena della qualità.

Connettori: compressione, non compromesso

La Guida 5 di questa serie analizza in dettaglio le diverse tipologie di connettori coassiali. In questa sede vale la pena sottolineare un punto: i connettori a compressione garantiscono un contatto elettrico superiore con lo schermo del cavo e un'efficienza di schermatura al punto di connessione ≥ 100 dB a 1 GHz, valori che i connettori twist-on non possono raggiungere per la natura stessa del loro sistema di fissaggio. In un impianto dove si è investito in cavi di classe A o superiore, utilizzare connettori non all'altezza significa vanificare parte dell'investimento.

Buone pratiche sul campo

Durante l'installazione, oltre al rispetto del raggio minimo di curvatura, è essenziale evitare schiacciamenti del cavo (che deformano il dielettrico e alterano l'impedenza), proteggere adeguatamente le giunzioni nelle installazioni in esterno e verificare che le temperature ambientali rientrino nei limiti dichiarati: da -5°C a +40°C per la posa dei cavi con guaina PVC, da -10°C a +50°C per quelli con guaina FR-PE.

Verifica delle prestazioni

Una volta completata l'installazione, la verifica con strumentazione adeguata permette di misurare l'attenuazione effettiva e le perdite di ritorno dell'impianto, confrontandole con i valori dichiarati nelle schede tecniche. È l'unico modo per certificare che il lavoro eseguito corrisponde alle aspettative progettuali.


Il catalogo completo dei cavi coassiali F.M.C. è consultabile sul sito Micro Tek, dove ogni prodotto è accompagnato dalla scheda tecnica scaricabile con tutti i parametri descritti in questa guida.


Guida precedente: Scegliere il cavo coassiale giusto: RG-6, RG-11, RG-59...

Guida successiva: Evoluzione e futuro dei cavi coassiali

Indice delle Guide Micro Tek ai cavi coassiali