SUPPORTO - Tutorial - Tendenze e futuro della fibra ottica nel settore delle telecomunicazioni

Novità fibra ottica: tecnologie emergenti e stato dell'arte

La fibra ottica è una tecnologia matura, ma lo stato dell'arte continua a muoversi. Nel giro di pochi anni sono entrati sul mercato nuovi tipi di fibra, nuovi standard di trasmissione coherent, nuove generazioni di reti PON e scenari di cablaggio inediti come FTTR. Questa guida fa il punto per chi progetta, installa o fornisce cavi in fibra: cosa è già distribuito e disponibile oggi, cosa è in prima adozione commerciale, cosa è ancora sperimentale. Per il contesto progettuale B2B si rimanda alla guida sulle soluzioni di networking in fibra ottica per le aziende; per le basi su monomodale e multimodale alla guida sui tipi di cavi.

Novità fibra ottica: tecnologie emergenti e stato dell'arte

Nuove tipologie di fibra

Il formato classico "9/125 silice drogata" copre ancora la stragrande maggioranza delle installazioni, ma accanto a questo stanno maturando varianti costruttive e nuove classi di fibra con prestazioni specifiche.

Fibre a nucleo cavo (hollow core)

Nelle fibre hollow core la luce non viaggia nel vetro ma in un canale d'aria racchiuso da una micro-struttura di silice (anti-resonant, photonic bandgap). Questo riduce la latenza di propagazione di circa il 30% rispetto alla silice (la luce in aria è più veloce) e abbatte alcuni effetti non lineari. L'attenuazione intrinseca è recentemente scesa sotto i valori tipici della silice standard a 1550 nm, in laboratori di ricerca e nei primi lotti commerciali di produttori come Microsoft/Lumenisity. Oggi la hollow core è impiegata in nicchie dove la latenza è critica: high-frequency trading, link submarine selezionati, applicazioni militari e aerospaziali. Non è ancora un prodotto da cablaggio edilizio o telecom di massa: produzione a volumi limitati, costi significativamente superiori, infrastruttura di terminazione ancora in via di standardizzazione.

Fibre multi-core (MCF) e multiplexing spaziale

Le fibre multi-core integrano più nuclei (4, 7 o più) in una stessa guaina, permettendo di moltiplicare la capacità trasmissiva per singola fibra senza aumentare il numero di cavi posati. Associate a tecniche di multiplexing spaziale (SDM, Space Division Multiplexing), sono state oggetto di prime adozioni sperimentali su link intercontinentali submarine, dove il costo del cablaggio sottomarino rende attraente massimizzare la capacità per fibra. Nel breve termine restano confinate a scenari di backbone e ricerca, mentre nel cablaggio terrestre e di edificio si continua a procedere con fibre single-core aggiungendo canali DWDM e aumentando il bitrate per lambda.

Fibre G.654 per lunghe distanze coherent

La raccomandazione ITU-T G.654 descrive fibre monomodali a cut-off shiftato, con area modale più grande e attenuazione più bassa rispetto alla G.652 standard, pensate per link coherent a lunga distanza. La sottoclasse G.654.E, specificata per uso terrestre e non submarine, è oggi la fibra di scelta per nuove dorsali DWDM 400G e 800G: la minore attenuazione (tipicamente attorno a 0,17-0,18 dB/km a 1550 nm, contro ~0,20 dB/km della G.652) e la maggiore area efficace consentono spans più lunghi senza amplificazione intermedia e mitigano gli effetti non lineari ad alta potenza. È un prodotto da backbone operatore, non da cablaggio di edificio.

Fibre G.657 bend-insensitive

La ITU-T G.657 definisce fibre monomodali con raggio di curvatura minimo ridotto rispetto alla G.652, compatibili con posa in ambienti stretti e con sollecitazioni meccaniche di piegatura ripetute. Le sottoclassi G.657.A1 e A2 sono compatibili con la G.652 (interoperabilità piena nelle giunzioni); le B2 e B3 scendono a raggi di curvatura di 7,5 mm e meno, con una penalità di attenuazione contenuta. La G.657.B3 è lo standard di riferimento per cablaggi FTTH indoor stretti e per gli scenari FTTR descritti più avanti. Micro Tek adotta fibre G.657.A2 nei cavi monomodali F.M.C., disponibili nel catalogo fibre ottiche.

Trasmissione coherent: dal 100G al 800G

La trasmissione coherent è la tecnica che ha permesso di superare 100 Gbit/s per lambda su una singola fibra senza ridisegnare l'infrastruttura ottica. In ricezione un oscillatore locale coerente consente di recuperare non solo l'ampiezza ma anche la fase del segnale, abilitando modulazioni di ordine elevato (QPSK, 16QAM, 64QAM) e la compensazione digitale delle distorsioni di propagazione tramite DSP ad alte prestazioni.

Pluggable coherent 400ZR e 400ZR+

Lo spostamento della coherent da apparati dedicati a moduli pluggable (QSFP-DD e OSFP) ha segnato una svolta operativa. L'Optical Internetworking Forum (OIF) ha pubblicato l'Implementation Agreement 400ZR per interconnect DCI (Data Center Interconnect) fino a 120 km con DWDM, poi esteso dalla variante 400ZR+ per link metropolitani più lunghi con amplificazione e maggiore potenza d'uscita. L'adozione dei moduli 400ZR è oggi diffusa su router metro ed edge dei principali operatori.

800ZR e 800G coherent

Il passo successivo è l'800G coherent in formato pluggable. OIF ha pubblicato le specifiche 800ZR e 800LR; parallelamente il consorzio di operatori dietro OpenZR+ ha definito una variante aperta a 800G per impieghi metro con ottimizzazioni specifiche. I primi moduli commerciali di 800ZR e 800G Open ZR+ sono stati annunciati nel 2024-2025 da Cisco, Juniper e Nokia tra gli altri. È la nuova generazione del DCI e del metro aggregation.

DWDM moderno: densità e capacità per fibra

Con griglie DWDM C+L band moderne e canali a 100-150 GHz di spaziatura, su una singola fibra monomodale terrestre si trasportano oggi oltre 40-60 Tbit/s di capacità aggregata lorda. Non è un record di laboratorio: è la capacità di esercizio delle dorsali operatore recenti. Per il distributore significa che il mezzo passivo (la fibra) è capacitivamente dimensionato per anni di crescita del traffico, se posato correttamente e con qualità di giunzione adeguata.

Reti PON di nuova generazione

Le reti PON (Passive Optical Network) sono alla base dell'FTTH italiano. Dopo GPON (2,5 Gbit/s downstream) la roadmap ITU-T ha visto due passaggi netti verso velocità superiori.

XGS-PON: 10 Gbit/s simmetrici

La ITU-T G.9807.1 definisce XGS-PON, PON a 10 Gbit/s simmetrici upstream e downstream. È lo standard oggi deployato per servizi FTTH enterprise, backhauling di celle 5G e offerte residenziali premium. In Italia è disponibile tramite Open Fiber e FiberCop su infrastrutture già costruite in GPON, tipicamente convivendo con il GPON tradizionale via multiplexing di lunghezza d'onda sulla stessa fibra fisica.

50G-PON

La serie ITU-T G.9804.x definisce il 50G-PON, con 50 Gbit/s downstream, approvata nel 2021. La prima deployment commerciale al mondo è stata annunciata da Ooredoo in Qatar nel 2024. In Italia non vi sono ancora offerte 50G-PON commerciali: è una tecnologia in osservazione, pensata per sostenere la crescita del traffico FTTH residenziale verso i 10 Gbit/s per utente e il backhauling 5G/6G.

Convergenza fisso-mobile e 5G fronthaul

La stessa infrastruttura PON e le dorsali metropolitane in fibra servono sempre più spesso anche come fronthaul e midhaul delle celle 5G, con requisiti stringenti di latenza, jitter e sincronizzazione. La convergenza di accesso fisso e mobile sulla stessa infrastruttura ottica riduce i costi di esercizio dell'operatore ed è una delle leve principali della fase F5G (Fifth Generation Fixed Network) spinta da ETSI.

FTTR: Fiber to the Room

FTTR (Fiber to the Room) estende la fibra ottica all'interno dell'unità immobiliare, fino a ogni singola stanza, portando l'ONT di casa al centro di una piccola rete ottica domestica con nodi collocati nelle camere. È standardizzata dalle raccomandazioni ITU-T G.9940 (architettura di sistema, 12/2023) e G.9941 (physical layer, 07/2024).

Scenari di impiego

FTTR punta a risolvere il collo di bottiglia del Wi-Fi domestico in appartamenti grandi o irregolari, dove un singolo router centrale non copre adeguatamente tutti gli ambienti. Portando la fibra fino a ogni stanza e usando come access point un nodo ottico locale, si ottengono prestazioni consistenti su tutta l'unità senza i colli di bottiglia del Wi-Fi mesh tradizionale. Scenari tipici: residenze premium, uffici piccoli, strutture ricettive.

Stato del mercato

Secondo GSMA Intelligence FTTR era attiva in 34 mercati nel mondo a fine 2025, con la Cina come leader indiscusso (oltre il 95% delle connessioni fisse in fibra). In Italia non vi sono ancora offerte commerciali FTTR da parte degli operatori maggiori: la tecnologia è in osservazione, in attesa di maturità dell'ecosistema di apparati e di casi d'uso commerciali consolidati. Per il distributore è comunque utile conoscerla, perché le fibre e i cavi che FTTR richiede sono già a catalogo (G.657.A2 e B3, LSZH), e le prime richieste su scenari pilota possono arrivare da integratori che lavorano con operatori asiatici o che gestiscono clienti premium.

Cavi e materiali

Per FTTR si usano fibre bend-insensitive G.657.A2 o B3 con guaine LSZH, dato lo scenario di impiego indoor residenziale. La trattazione delle guaine LSZH e del quadro CPR per cavi installati permanentemente in edifici è sviluppata nella guida sulla sicurezza dei cavi in fibra ottica.

Cosa cambia per chi progetta e installa

Il risultato operativo di queste tendenze, per il professionista che oggi preventiva un lavoro, si può sintetizzare in tre linee:

  • Il mezzo passivo standard resta valido. Fibre G.652 e G.657 di buona qualità, connettori LC/SC, cavi certificati CPR per edifici: nessuno degli standard emergenti li rende obsoleti. Un cablaggio di edificio ben progettato oggi serve la rete di oggi e, con margini, anche quella dei prossimi 10-15 anni.
  • Le nuove classi di fibra arrivano in corrispondenza di scenari specifici. G.654.E solo su backbone operatore DWDM lunga distanza. Hollow core solo su nicchie estreme di latenza. G.657.B3 solo su cablaggi stretti indoor e FTTR. Chi lavora su cablaggi strutturati e reti aziendali o industriali continua ragionevolmente a specificare G.652/G.657.A2.
  • Le novità incidono soprattutto sugli apparati attivi. 400ZR, 800ZR, XGS-PON e 50G-PON sono questioni di moduli ottici e OLT/ONT, non di cavi. Nella catena del valore il distributore di cavi assiste indirettamente queste evoluzioni, fornendo l'infrastruttura passiva su cui gli apparati vengono montati.

Per l'approfondimento operativo sulle reti di edificio e aziendali si veda la guida sulle soluzioni di networking in fibra ottica, e per le indicazioni di posa la guida all'installazione e manutenzione.

Conclusione

Le novità della fibra ottica si muovono su piani distinti e a velocità diverse: le nuove classi di fibra (hollow core, MCF, G.654.E) stanno maturando ciascuna sul proprio terreno applicativo; la trasmissione coherent 400G/800G è realtà di esercizio sulle dorsali; le PON ad alta velocità stanno entrando nelle offerte degli operatori; FTTR è in espansione globale ma non ancora commerciale in Italia. Per il distributore e per il professionista B2B l'orientamento utile è conoscere il panorama senza inseguirne le mode: nel cablaggio di edificio e nelle reti aziendali di uso corrente, le fibre e i cavi del catalogo F.M.C. coprono le esigenze reali, con la documentazione tecnica e di conformità richiesta dai capitolati moderni.


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Indice: Guida completa alla fibra ottica